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Mutuazioni
e sconnivenze
Videoclip

Michele
Colafato /da
Mutuazioni e sconnivenze 1'15
Notizie sullautore
Michele Colafato
Dello
stesso autore
Da una vena unica
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| Collana Arsenale
– Poesia
Michele Colafato
Mutuazioni e sconnivenze
2005 Pagine 104 Euro 12,00
ISBN 978-88-89299-32-6
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Amletico e falotico: si potrebbe provare a definire
così l’umore e il tono dei versi di Michele Colafato; senza
impedirsi di notare che i due aggettivi uniti formano l’anagramma
quasi perfetto del nome dell’autore: un gioco, uno scherzo d’alfabeto.
Amletico, per l’almanaccare drammatico, coinvolto oltre la morte
con la figura del padre, per le fiere o miti ironie, e per certe fitte
sarcastiche che l’autore non risparmia neppure a se stesso; falotico,
per quella vena di bizzarria che attraversa l’intera opera, e prilla
e sprizza sulle pagine in misurate acrobazie, conferendo alla sua poesia
tratti di lucida stravaganza.
Se l’anagramma non è che una bizzarra coincidenza,
e non verrà addotto come prova decisiva, «giocare»
con le lettere tuttavia non è qui improprio. Colafato lo fa con
la devozione del cabalista, nascosta a volte sotto l’irriverenza
del cabarettista, disponendo tele e reti delle lettere per le sue catture.
Quello che il poeta vuole catturare sono le forme molteplici di un io
in evanescenza – un gioco da acchiappavento, alla Arnaut Daniel,
con la consapevolezza della vanità di una tale impresa e, a un
tempo, la fiducia che da quella mobile energia inafferrabile fermata sulla
carta si delinei, tra resti consumati e mirabili scoperte, una immagine
in cui riconoscersi.
Per il lettore l’immagine è quella di un poeta insolito,
non estraneo al suo tempo, ma con un affabulare elusivo, un po’
sul beffardo e sul farnetico, una voce «a parte», capace di
modulare sprezzo e pietas, carità e sarcasmo, a fior di
labbra, in un suo tono speciale.
da Mutuazioni e sconnivenze
Caronte
Il camion ha tagliato il traguardo
sotto casa e si è fermato quando
sono uscito per l’immondizia.
L’autista in canottiera
piuttosto nervoso e mingherlino
si guardava intorno e fumava
per accertarsi di essere nel giusto
perché non c’era mai venuto
prima di spegnere il motore e la luce
in cabina.
Alla mattina quando
da tre ore il tuo ultimo fiato
era volato lo rivedo mentre
la sigaretta accesa gesticola
in sequenza scandita. Infine
guardata la bolla di consegna
la infila nel cruscotto toglie il freno
e fila via.
Sono venuti a prenderti
avevo pensato la sera prima.
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